Due normative distinte, spesso confuse perché appaiono insieme sull'imballo dei lampadari moderni, regolano rispettivamente cosa può contenere un apparecchio e cosa succede quando smette di funzionare.

RoHS (Restriction of Hazardous Substances, direttiva 2011/65/UE): Limita la presenza di sostanze pericolose nei componenti elettrici ed elettronici: piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, e alcuni ritardanti di fiamma bromurati (PBB, PBDE). Per i LED è rilevante soprattutto il limite sul piombo nelle saldature dei circuiti — l'industria è passata a leghe di saldatura prive di piombo (tipicamente stagno-argento-rame) proprio per rispettare questo limite.

RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, direttiva 2012/19/UE): Impone la raccolta differenziata degli apparecchi elettrici a fine vita, invece dello smaltimento nei rifiuti indifferenziati. Il simbolo del cassonetto barrato con una X (o una barra) stampato sul prodotto o sulla confezione indica l'obbligo RAEE. In pratica: un lampadario rotto o esaurito va portato a un centro di raccolta RAEE (spesso disponibile anche presso i negozi di elettronica al momento dell'acquisto di un prodotto nuovo equivalente — obbligo "uno contro uno"), non gettato nella spazzatura normale.

Perché conta per chi acquista: Entrambe le normative sono obbligatorie per legge in tutta l'Unione Europea — un produttore che le rispetta non sta facendo un favore, sta rispettando la legge. La loro assenza (nessun simbolo RAEE, nessuna dichiarazione RoHS nella documentazione) è un segnale di importazione non conforme, più comune nei prodotti acquistati da marketplace extra-UE senza importatore europeo responsabile.

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