C'è qualcosa di strano nel catalogo Oluce: alcune delle lampade più moderne che producono sono state disegnate negli anni Cinquanta. La Sarfatti 2109, la 429, la 1063 — numeri invece di nomi, come usava Gino Sarfatti — sembrano contemporanee perché erano già avanti rispetto al loro tempo.
Gino Sarfatti e Oluce: il laboratorio del dopoguerra italiano
Oluce nasce nel 1945 a Sesto San Giovanni. Gino Sarfatti entra come designer e diventa il riferimento creativo dell'azienda. Autodidatta con formazione in ingegneria aeronautica, quell'approccio tecnico si vede in ogni lampada.
La 2109 del 1958 — sfera di vetro opalino su braccio regolabile — risolve il problema di portare la luce esattamente dove serve senza una struttura complessa. Il Lampadario 20 del 1944 assembla 44 piccole sorgenti in una nuvola irregolare: il precursore di tutti i sistemi multipunto che sono diventati mainstream sessant'anni dopo.
Il catalogo Oluce oggi: reedizioni LED e nuovi designer
Oluce mantiene in produzione una selezione dei classici Sarfatti in versione LED aggiornata — stessa forma, driver moderno, certificazioni attuali. Affianca queste reedizioni con prodotti di nuovi designer, sempre con la stessa filosofia: risolvere un problema illuminotecnico con eleganza, non fare solo oggetti decorativi.
Il brand è meno noto al grande pubblico rispetto a Flos o Artemide — il che significa che una lampada Oluce in casa segnala qualcuno che sa davvero cosa sta comprando. I prezzi sono generalmente leggermente sotto Flos per i prodotti di fascia media.
Perché scegliere Oluce
Se ti interessa la storia del design italiano e vuoi un pezzo con un pedigree vero — non solo un'etichetta di lusso — Oluce è probabilmente la scelta più interessante. Le reedizioni Sarfatti hanno un rapporto qualità-storia-estetica che pochi brand riescono a eguagliare.
Confronta con: Flos e la sua storia dal 1962, Artemide e il design funzionale, Foscarini e i materiali originali.










