L'angolo del fascio (in inglese *beam angle*) indica l'ampiezza del cono di luce emesso da un apparecchio, espressa in gradi. È la misura che determina se la luce è concentrata su un punto specifico o distribuita su un'area ampia.

Come funziona: l'angolo è misurato dove l'intensità luminosa scende al 50% del valore massimo (centro del fascio). Un angolo di 15° crea un cerchio di luce stretto e brillante; 120° illumina quasi tutto ciò che si trova sotto.

Valori pratici:

  • ≤ 15° — fascio strettissimo. Accento su un oggetto preciso: quadro, scultura, bottiglia in un wine bar. Non illumina mai la stanza.
  • 15°–30° — fascio stretto. Accent lighting su piani di lavoro, libri su uno scaffale, dettagli architettonici.
  • 30°–60° — fascio medio. Il range più usato nei downlight da incasso. Buon equilibrio tra concentrazione e copertura.
  • 60°–90° — fascio ampio. Per illuminazione generale con pochi punti luce.
  • 90°–120° — fascio molto ampio. Tipico delle plafoniere e dei pannelli LED da ufficio.
  • > 120° — omnidirezionale. Lampadine a sfera, illuminazione a 360°.

Come usare l'angolo per dimensionare l'impianto: Formula pratica: diametro del cerchio illuminato = 2 × (altezza soffitto − 0,85) × tan(angolo/2). Un downlight con fascio 60° a 2,7 m di altezza illumina un cerchio di circa 2 m di diametro.

Errore comune: scegliere un angolo troppo stretto per uso generale. Risultato: soffitto visibilmente illuminato in punti isolati, zone buie tra un faretto e l'altro.

Nei lampadari moderni a faretti orientabili, l'angolo del fascio è il parametro che determina se la luce illumina un piano di lavoro o una zona ampia.