L'efficienza luminosa (o efficienza energetica), misurata in lumen per watt (lm/W), indica quanta luce produce una sorgente per ogni watt di energia consumata. È il parametro tecnico più importante per valutare la convenienza reale di una lampada.
Valori di riferimento: - Incandescenza: 10–15 lm/W — la peggiore. 90% dell'energia si converte in calore. - Alogena: 15–25 lm/W — poco meglio dell'incandescenza. - Fluorescente compatta (CFL): 45–80 lm/W — buona ma con accensione lenta e mercurio. - LED standard consumer: 80–130 lm/W — il range tipico delle lampadine LED da supermercato. - LED premium: 130–200 lm/W — LED di qualità con driver ottimizzato. - LED professionali: 200+ lm/W — top di gamma, raro nel residenziale.
Perché conta: con 100 lm/W, una lampadina da 10W produce 1.000 lumen — equivalente a una vecchia incandescenza da 75W. Il risparmio in bolletta è dell'86%.
Come si legge nella scheda tecnica: cerca "lm/W" o "efficienza luminosa". Se non è indicata, dividilo tu: lumen totali ÷ watt assorbiti.
Attenzione al wattage equivalente: molti produttori scrivono "equivalente 60W" sulla confezione, ma questa equivalenza è approssimativa e spesso ottimistica. Fidati dei lumen dichiarati, non dell'equivalenza in watt.
Efficienza vs qualità: alta efficienza non implica alta qualità. Un LED da 150 lm/W con CRI 75 è efficiente ma scadente per la percezione cromatica. Cerca entrambi: efficienza ≥ 100 lm/W e CRI ≥ 80.
I lampadari moderni a LED raggiungono facilmente 100-150 lm/W — un salto enorme rispetto alle alogene che non superavano i 25 lm/W.
